| Divagazioni fra memoria, scuola e computer |
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| Scritto da Sergio |
| Lunedì 12 Maggio 2008 13:16 |
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Nella scuola dei miei tempi non c'erano i computer. Il primo strumento info-tecnologico che ebbi fra le mani fu una Texas Instruments TI-1250, una calcolatrice con display rosso a otto cifre, una bomba! Complice la tecnologia emergente e la sua limitata diffusione nel mercato consumer, non ci si faceva particolari problemi a copiare tutto il (poco) software a disposizione. Addirittura, nei (pochi) negozi di computer ci si poteva anche fare le copie da soli, una sorta di self-service per pirati. In sostanza, il costo era rappresentato esclusivamente dalla “scatola” (il pc) e non dalle “scarpe” (il software). Questo stato di cose, oltre a far pensare che il sistema operativo sia gratis (e invece si paga sul costo complessivo della macchina!), ancora oggi incrementa la convinzione che Windows sia sinonimo di computer. Diciamo che, nella maggior parte dei casi, il sistema operativo (Windows) è già incluso nei nuovi pc come un qualcosa di “dovuto”, altrimenti la “scatola non funziona”. Bene. Ma cosa ce ne facciamo solo del sistema operativo? Risposta: niente o poco più di niente. Ci serve altro software per scrivere, disegnare, giocare. Programmi costosi che, per uso domestico (e a volte non solo in questo ambito), quasi nessuno compra, ma usa! Veniamo ora alla seconda considerazione, quella che ci interessa di più. L'evoluzione informatica cominciata con la nostra piccola calcolatrice, ha determinato, giustamente, il crescente utilizzo dei computer in tutti i settori, compreso quello scolastico. A onor del vero, i calcolatori sono arrivati con forte ritardo nelle aule informatiche (che, va detto, sono ancora un miraggio per numerosi istituti italiani!). Tralasciando, per ora, l'effettivo utilizzo dei sistemi informatici nell'insegnamento, cerchiamo di fare il punto sul cosiddetto stato dell'arte nell'informatizzazione scolastica. Tenuto conto che per la formazione professionale il computer può essere paragonato alla penna o, in senso più esteso, al saper scrivere e leggere, è del tutto evidente che il suo insegnamento deve essere equiparato alle altre materie di studio. Fino qui nulla di nuovo, ma alle istituzioni scolastiche, per le considerazioni svolte precedentemente, deve apparire anche “ovvia” l'adozione acritica di sistemi basati esclusivamente su piattaforma Windows. Se, come dovrebbe essere scontato, uno studente volesse “comunicare” con gli stessi formati usati in classe, si vedrebbe costretto chiedere alla propria famiglia un ulteriore sacrificio. Ecco allora che, dopo la spesa per il computer (rigorosamente equipaggiato con Windows), bisogna aggiungere un ulteriore costo per i programmi utilizzati a scuola. Nessuna paura! Il bilancio famigliare è salvo. I programmi, magia delle magie, si possono avere gratis... basta copiarli! Con buona pace di tutti. Se le future classi dirigenti si formano in questo tipo di scuola, allora è lecito anche chiedersi che concezione possono maturare su temi come la legalità e l'etica dei comportamenti. Perché, se non è ancora chiaro, copiare un programma protetto significa rubare una cosa che è costata a qualcun altro tempo e fatica. Per essere più espliciti, gli rubiamo il suo lavoro. Se la scuola deve essere il tempio dei valori, il luogo dove si insegna a rispettare gli altri, lo spazio in cui si imparano concetti come libertà e conoscenza, può permettere che avvenga tutto ciò? Io dico di no. Non perché ce l'ho con Windows (ci siamo passati tutti!), ma per la convinzione che il sapere debba essere accessibile e libero, indipendentemente dal fatto che si sia sufficientemente ricchi da potersi comprare licenze d'uso costosissime o ci si debba trasformare addirittura in ladri per potersele permettere. Ma l'alternativa esiste. È il software libero che, oltre a non costare nulla, rappresenta un insegnamento di vita: “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti” (Ubuntu). Proprio perché, in un sistema continuo di interscambio delle conoscenze, si cresce con la cultura del dare agli altri. Potrebbe essere un mondo migliore. Non solo per chi batte sui tasti di un computer.
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Maggio 2008 14:19 |





