Progetto scuola PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide   
Sabato 10 Maggio 2008 16:10

Due sono le vie percorribili per riuscire a portare il concetto di software libero nelle scuole Italiane:

  1. Partire dal basso
    Creare un sito web come polo di attrazione per una comunità di utenti appassionati e consapevoli di cosa significhi abbracciare il concetto etico di Open Source. Una comunità che guardi prevalentemente al mondo degli studenti di ogni ordine e grado.
    Ma non solo studenti:
    Fondamentale è anche l'esperienza di persone inserite nel mondo del lavoro, che toccano con mano e vivono quotidianamente la sensazione di libertà fornita dal software libero. La condivisione delle loro esperienze lavorative non potrà che arricchire le conoscenze di tutta la comunità.
    Siamo tutti importanti e possiamo tutti portare la nostra esperienza e passione a conoscenza degli altri.
  2. Parlare e coinvolgere le istituzioni preposte
    E qui nascono i maggiori problemi. Per mia esperienza personale maturata sul campo, posso tranquillamente affermare che non è facile riuscire a convincere un adulto assuefatto e drogato dall'uso ad esempio di Office di Microsoft che esiste anche altro oltre a Office; che esiste OpenOffice, che non costa nulla, che offre le stesse funzionalità, che può gestire i medesimi formati di files, che è libero e conforme agli standard ISO, che è tanto e tanto ancora...
    Le maggiori resistenze al cambiamento vengono dall'alto. Ignoranza, nessuna voglia di mettersi in gioco, poca disponibilità a cambiare le proprie abitudini consolidate da anni di dominio Microsoft, motivi economici non sempre cristallini e trasparenti (non chiedetemi altro, cercate di capire a cosa alludo), motivi che prendono forma e corpo nel momento in cui l''organo dirigente dimentica di essere al servizio della comunità e non di se stesso.
Questa ovviamente è una analisi estremamente sintetica. Una base di discussione dalla quale parire e far nascere iniziative concrete di coinvolgimento di tutte le parti in causa (studenti, docenti, dirigenti, pubbliche amministrazioni).
 
Cercheremo di operare in entrambe le direzioni, dal basso e dall'alto, ma per far sì che i propositi si trasformino in atti concreti, in soluzioni tecniche praticamente attuabili sul campo, abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti.
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Commenti (4)Add Comment
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scritto da ercolinux, 26 maggio 2008
So bene che è un compito difficilissimo cercare di far capire alle "alte sfere" che Linux non è il "male" (anzi), ma bisogna assolutamente provarci.
Secondo me potrebbe essere utilie organizzare un evento simile al Linux Day ma mirato ai docenti e ai dirigenti scolastici in cui si possa mostrare come l'open source offra gli strumenti necessari all'insegnamento a qualsiasi livello: dalle basi con programmi come GCompris fino alle scuole superiori o all'università, con la possibilità di programmare in qualsiasi linguaggio, scrivere tesi o relazioni, apprendere materie scientifiche come la chimica o la fisica. Un evento del genere dovrebbe dimostrare anche la semplicità d'uso di GNU/Linux, molte volte superiore a Windows (è solo questione di abitudine) e per far questo si dovrebbe utilizzare una distribuzione mirata come Edubuntu, oppure ancor meglio crearne una tagliata su misura per la scuola italiana: lo so che è un impegno notevole, ma il bello dell'opensource è la collaborazione che permette di superare anche i problemi più grandi.
Forse il problema maggiore resta quello di convincere la gente a partecipare ad una simile manifestazione, visto che non la si può obbligare.
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scritto da Davide, 26 maggio 2008
Un evento, certo. Oppure anche una serie di incontri direttamente nelle singole scuole.
Sarà un passaggio obbligato non appena ci saremo costituiti come associazione. Anche questo è un passo obbligato per riuscire a farsi ascoltare.
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scritto da ercolinux, 26 maggio 2008
Un'altra strada oltre a quella obbligata dell'associazione è quella di cercare appoggi con i politici locali: lo so che può sembrare difficile e che molte volte i politici sentono solo la campana del tornaconto personale, ma nei comuni medio-piccoli spesso esistono liste civiche che hanno un qualche peso nei consigli comunali e che hanno persone con voglia di fare; se si riesce a far breccia da loro si può avere un contatto diretto con le amministrazioni o comunque almeno una voce da far sentire. Nel mio paese una lista civica ha apprezzato l'idea di diffondere l'open source (ne ho convertiti 3 in una sera smilies/grin.gif ) e adesso mi stanno aiutando con l'organizzazione di un evento a settembre; è vero che la lista ha un solo consigliere in comune, ma comunque è meglio di niente e quando ci saranno da prendere decisioni relative a programmi mi avviserà (ricordate che i consigli comunali sono pubblici) e cercherà di portare mozioni a favore dell'opensource.
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scritto da Davide, 26 maggio 2008
Allo stato attuale non possiamo escludere nessuna strada, non ce lo possiamo permettere. Ora la priorità è far crescere una comunità attorno a questo sito e trasformarci in associazione. Nel frattempo si continuerà a portare ed elaborare idee direttamente in "Discussioni OpenSource", un'area del sito appositamente dedicata a questo, senza filtri e liberamente consultabile e commentabile da chiunque voglia dire la sua.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Maggio 2008 14:11
 
 
 
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